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Sri Lanka’s tour [reportage di Davide De Angelis]

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Davide De Angelis

download_pdf-150x150Era il 21 agosto, le onde del Tirreno si infrangevano contro le scogliere spinte dallo Scirocco, qui a Civitavecchia. Era il giorno della partenza, il giorno in cui avrei lasciato tutto alle spalle per una nuova avventura, ignaro della compagnia che avrei trovato ed apprezzato ogni giorno sempre più. Ed eccoci qui io e la mia concittadina arrivati in  appena venti minuti in aeroporto, neanche se ci fossimo teletrasportati. Siamo stati accolti dal nostro capo gruppo Roberto..è  toscano…oh,   mi  stanno simpatici  i  toscani!  Il  tempo  delle presentazioni,   del   check   in   e   già siamo  dentro   l’  aereo, reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (8)che  divora inesorabilmente  un  metro   dopo  l’ altro    per    prendere    il    volo.    In partenza? Appena due ore prima ero a casa a pensare a quel momento, a quell’amato  momento   ed  ora  ero proprio  li…non  riuscivo  a  crederci!  Siamo in volo ormai da quasi 10 ore e la notte ha portato solo tanti film sottotitolati e buona musica. Il sole sorge e gli animi seppur stanchi cercano di tener duro. Coperte sul corpo, pantofole per casa ai piedi e delle visiere per la notte. Ma  niente,  sui  nostri  volti  non  c’è neanche  un’  accenno  di  sonno  ma solo sorrisi sinceri! Chi si  stiracchia, chi  è già in piedi voglioso di uscire, ebbene    si,  siamo  atterrati.  Presi  i bagagli, veniamo accolti  con  collane di ghirlande da due donne con vestiti di  un azzurro sgargiante e dall’uomo che  in  questa  avventura  ci  avrebbe fatto assaporare la reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (12)bellezza della sua terra, Nissanka. Un uomo visibilmente segnato da una vita difficile ma perennemente con un sorriso a sessantaquattro denti, come per dire che non mollerà mai.   Sto parlando di un tipo serio e diligente che ci farà osservare le mille sfumature di colore della sua amata isola ma che in momenti di relax,  tornerà  bambino  facendoci  scherzi,  accompagnati  dalle  sue  grasse  risate coinvolgenti.  Lo  ricorderò  cosi  Nissanka.  Si.  Come  un  condottiero  pronto  a combattere per la propria gente  e al tempo stesso come un bambino, che ti fa amare la vita con le sue sole grasse risate.

“Le sirene” di Kandy

reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (4)Il   rombo   incessante   delle   macchine ricorda  città  troppo  familiari  e  troppo  lontane,  catene  di  negozi  riempiono  il centro  di  capi  e  oggetti  industriali.  Un carcere eretto nel bel mezzo della città mi   tiene   ancorato   alla   realtà.   Nelle torrette  non  si  vedono   sentinelle  che controllino il perimetro ma appena sotto le  mura  umili  contadini  vendono  quel poco raccolto  della loro terra, friggitori ambulanti offrono un assaggio ai passanti e uomini si contendono i pochi interessati a giocare delle pseudo schedine del lotto. Ma ciò che mi ha ammaliato di più, quel 23 agosto, come le sirene in alcuni racconti hanno fatto con i marinai, è stata la vista dalla vetta di quella collina, immersa nel verde più profondo e rigoglioso di Kandy. Il sole rischiarava il cielo come se  non volesse ancora andare a dormire, le nuvole imponenti solcavano il cielo con maestria, le colline sinuose mi trascinavano come le onde del mare ti trascinano a riva, il tutto accompagnato da un’ orchestra di rane nascoste tra la vegetazione…ed io ero lì, su quel tronco, insieme a Filippo, impotente di distogliere la mia attenzione o di pensare a qualsiasi cosa se non al benessere che mi procurava…Dio solo sa quanto ho amato quei 30 minuti!

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“Malu, malu, malu..”

reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (5)3   ore    e    mezza    di    un    treno alimentato  a  gasolio  per compiere appena 45 km. Ebbene si, questo è il tipico viaggio di lusso per chi può dei    figli   del   leone,   di   chi   può permettersi    il    viaggio    per    una vacanza    nella    splendida     goccia dell’oceano indiano. Noi eravamo lì, nella  prima  classe, insieme  a tanti cingalesi di ritorno  da chissà quale avventura.    La   puzza   di    gasolio inebriava l’ aria, il motore chissà forse a pieno ritmo, proseguiva imperterrito la sua corsa.  Due  porte  del  treno  completamente  aperte  permettevano  di  sedersi  a cavalcioni sul limite del  vagone.  Strapiombi, vallate di piantagioni di tè, grotte e pianure con baracche. Il paesaggio si mescolava con una facilità tale che si riusciva ad  apprezzare  ogni  istante,  ogni  attimo!  Mezz’ora  di  ritardo;  neanche  fosse Trenitalia! Decidiamo di ammazzare il tempo e il nostro buon vecchio reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (6)reporter del Valdarno  ci  intona  una   canzone “Ah  la  notte  si  va  via”  –  Sitan, sitan-  “si  va  via  insieme  a  te”  – Sitan, sitan- “come sei bella dolce luna”  –  Sitan, sitan,-  “forse  bella più  di  me”  –  La  la  la  la  la-  . L’entusiasmo   ci   assale,   i   battiti delle   mani    vanno   a   ritmo   di musica,   qualche   ragazza   intona qualche falsetto e la quiete nella carrozza,    si    trasforma    in    una tempesta di colorate emozioni. Un ragazzo dietro di noi ci filma, non riesce a smettere di sorridere. “Sing with us, come on”. Tutta la sua famiglia si gira e si unisce a noi nella vorticosa festività. Gaetano intona con occhi pieni  d’amore  canzoni della sua amata Napoli, noi pochi della capitale  contraccambiamo  a  gran  voce  con  canzoni   romane,  i  fiorentini  con addirittura l’ inno della propria squadra e i nostri nuovi compagni di viaggio con un pezzo  di una canzone che fa “Malu malu malu, denghe napu malu, suranghe nita malu ghenavaaa” ripetuto due volte. I cuori si fermano, i respiri si fanno più quieti e tutti  intonano  queste  parole  che  per  noi  non  hanno  alcun   significato,  ma  ci avvolgono in un tenero abbraccio. Siamo arrivati!

“Le foche” arrivano in Sri Lanka.

reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (7)Siamo a bordo della nostra mitica jeep 25, come avrebbe detto la nostra compagna Alessandra  in  un  tg  per  reporter. Siamo  gli  ultimi  del  convoglio  in viaggio  per  il   Minneriya  National Park  e  il  nostro  giovane   autista ventiduenne, si diverte a far sentire la      potenza     della     sua     jeep, rallentando il giusto per distanziarsi dal    convoglio    e    poi    affondare completamente il piede sull’acceleratore mentre noi siamo in  piedi  per  goderci  il  viaggio.  Ai cigli della dissestata strada di campagna, si innalzano delle mani di uomini, donne, e anziani per un saluto, accompagnate poi da meravigliosi sorrisi. Ci salutano come fossimo il papa, simbolo di un  benessere superiore o come dei condottieri che li porteranno lunga la via della libertà. I bambini dalle case  sentendo il rombo dei motori si affrettano come fulmini ad uscire. Nei loro occhi si riescono ad intravedere come si dice dalle mie parti, “le foche” del 15 di ferragosto. Fuochi d’ artificio che illuminano la notte, che illuminano  quelle strade nel bel mezzo di una giornata soleggiante, di una luce diversa. Ci salutano a gran voce con i loro bianchi timbri e si felicitano per il nostro contraccambio nel salutarli.  A destra. A sinistra. Escono da ogni parte,  come se stessimo giocando a reporterge dallo sri lanka di davide de angelis srilarca2014 foto (3)nascondino.  Mentre  stavo  per  sedermi, sento una voce in lontananza, il tempo di rialzarmi e vedo un bambino a una decina di metri che si sbraccia per salutarci, con la speranza che lo salutassimo anche noi. Con   un   semplice   gesto   di   saluto   per contraccambiare, il bambino ha  iniziato a saltare  come  grillo,  cantando  o  chissà, farneticando qualche strana parola senza senso. Tutto questo per aver salutato anche lui. Un mio saluto, un mio fottuto saluto per far contento un bambino. Posso solo che ringraziarlo. Si. Ringraziarlo di avermi fatto capire che basta poco al mondo per essere veramente  felici, basta poco per fare del bene, basterebbe quel poco li per poter vivere al meglio la vita in un mondo come il nostro! Boom. Boom. Boom. Un’ applauso riecheggia nella piazza. “Le foche” sono finite!

“Non vi dimenticherò”

La  brezza  marina  accarezza  i  volti  dei  passanti,  le  onde  del  mare  battono  il bagnasciuga con la quiete di chi  sà non aver fretta e la salsedine inebria mi di un’ aria familiare. Il tempo sembra per un attimo fermarsi al mio fianco e come un buon amico, mi confida a cuor sincero che quest’ esperienza mi arricchirà ancor di più l’ animo. Ricorderò questa terra per il suo popolo, pronto a combattere ogni difficoltà con determinazione, pronto a porgere  la  mano quando credi che nessuno lo farà mai e pronto a chiedere di scattare una foto, affinchè io non possa  dimenticarli!

DCIM100GOPRO

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2 Thoughts to “Sri Lanka’s tour [reportage di Davide De Angelis]”

  1. Bellissimo. Bravo Davide, complimenti davvero !!!

  2. Ivona

    Uno dei reportage più belli che abbia mai letto in vita mia, pieno di passione, ammirazione e tanto coinvolgimento.
    Mi ha fatto venir voglia di partire per conoscere il signor Nissanka 🙂
    Mentre leggevo tra le righe le canzoni da loro cantate, nella mia testa, le sue parole hanno creato una vera e propria orchestra ed era come se fossi presente, li con loro, a sentire quelle canzoni. Molto coinvolgente, e pieno di belle parole.
    Alla fine del reportage mi è anche salita la malinconia..<3
    Bravo Davide!

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